Parrocchetto

Il parrocchetto è un pappagallo di medie dimensioni, appartenente alla famiglia dei Psittacidi.

Con questo nome si indicano più specie – che vedremo poi nel dettaglio – dalle caratteristiche fisiche e comportamentali differenti.

In generale, i parrocchetti sono abili volatori, pappagalli curiosi, vivaci, affettuosi e facilmente addomesticabili.

Caratteristiche pappagallo parrocchetto

È un volatile le cui dimensioni variano in base alla specie anche se, in generale, è un pappagallino di piccola o media corporatura.

Nonostante le differenze tra gli esemplari, tutti si distinguono di solito per la lunga coda e le dimensioni del corpo ridotte rispetto a grandi pappagalli come are, amazzoni e cacatua.

In media la loro lunghezza è di circa 45 centimetri, coda compresa.

Una tipica caratteristica di questo pappagallo è il piumaggio molto liscio, la cui colorazione non è unica, ma dipende dalla varietà; la livrea ancestrale è, ad ogni modo, di colore verde.

La sua aspettativa di vita è abbastanza buona: ha una vita in genere molto longeva, che oscilla tra i 30 e i 40 anni.

Pur non avendo esigenze particolari, se vuoi donare al tuo pappagallino una vita lunga e salutare dovrai comunque concedergli molte attenzioni.

Questi uccellini, infatti, possono essere soggetti ad alcune malattie.

Tra le più comuni ricordiamo:

  • acariasi;
  • insufficienza epatica;
  • infezioni del tratto respiratorio;
  • autodeplumazione da stress;
  • fratture.

Se sei interessato ad approfondire questo argomento e vuoi informarti sulle principali malattie che possono colpire questi straordinari pappagalli ti suggeriamo di leggere questi articoli specifici:

Le varietà di Parrocchetti più diffuse

Parrocchetto Testa di Prugna
Nella foto un bellissimo Parrocchetto Testa di Prugna

Come già evidenziato, questa è una grande famiglia di pappagalli, di cui al momento ti sto presentando solo le caratteristiche generiche.

Iniziamo però a conoscere quali sono le varietà di parrocchetto più diffuse, di cui poi vedremo le peculiarità nel dettaglio:

A differenza di altre specie di pappagalli come il pappagallo inseparabile o il pappagallo cenerino, in cui non è sempre facile distinguere tra maschi e femmine, nel caso dei parrocchetti il dimorfismo sessuale è abbastanza evidente.

Ogni specie presenta delle caratteristiche e una fisionomia ben precisa; volendo individuare almeno una piccola regola generale, però, spesso la differenza è data dal collarino scuro intorno alla gola del maschio.

Abitudini del pappagallo parrocchetto

Parrocchetto Monaco
Parrocchetto Monaco

Non è facile raccontare carattere e abitudini di una famiglia di volatili così vasta, differenti
sotto tanti punti di vista, sia morfologicamente sia caratterialmente.

Questi pappagallini sono in generale animali vivaci, curiosi e affettuosi.

Sono anche in grado di imparare alcune parole, ma non prima dei 7-8 mesi.

In realtà, alcuni sono più silenziosi, altri più rumorosi e attivi, ma il volume dei loro suoni
non è mai eccessivamente alto.

I vocalizzi si concentrano prevalentemente di mattina e di sera.

Vocalizzi di solito contenuti a meno che, ovviamente, il tuo pappagallo non stia provando ad attirare la tua attenzione: in questo caso, ti consiglio di dargli retta o potrebbe vendicarsi con la sua piccola gola tenace e rumorosa!

In generale, è fondamentale dedicare sempre tempo, cure, affetto al tuo piccolo amico,
perché saprà davvero ricompensarti con altrettanto amore.

È un pappagallino in grado di formare forti legami sia con i propri simili – nel caso tu voglia tenerli in coppia – sia col nucleo familiare che lo accoglie; alcuni esemplari, come i parrocchetti testa di prugna, tollerano anche la convivenza con altri tipi di pappagalli.

Questa cosa non è però praticabile con tutte le specie.

È generalmente un animale giocoso, sempre in movimento, necessita di stimoli e ambienti adeguati al gioco e all’esplorazione.

Ama molto volare, per cui concedigli ampio spazio in gabbia e, se ti riesce o ti senti in grado, puoi provare ogni tanto anche a lasciarlo libero per casa.

Consigli per prenderti cura del tuo pappagallo

Controlla sempre, che la sua vivacità e intraprendenza non lo caccino nei guai.

Mai stanco e mai fermo, il tuo amico parrocchetto – se lasciato libero per casa – vorrà esplorare, assaggiare e rosicchiare qua e là, che sia un divano, un mobile.

O potrà arrampicarsi col becco, con le zampe.

Potresti procurarti bastoni di legno da sistemare in verticale o leggermente inclinati, a simulare i rami degli alberi, così da evitare che si aggrappi a ciò che trova in giro.

Sii sempre attento se hai dei bambini: è importante insegnare a loro e al tuo pappagallino il reciproco rispetto.

Ad ogni modo lui saprà farsi sempre rispettare a suon di dolorose beccate, qualora lo ritenga necessario.

Ovviamente, la maggiore o minore docilità dipende anche dalla specie: il parrocchetto
monaco, ad esempio, è di solito più tranquillo e mansueto
.

Il Parrocchetto dal collare, invece, necessità di maggiori attenzioni per essere addomesticato o tenderà ad inselvatichirsi.

In generale ogni specie, se trascurata, può sviluppare anche problematiche comportamentali come grida costanti o autodeplumazione.

Diffusione ed habitat del parrocchetto

Parrocchetto dal Collare

La grande varietà di questi pappagallini si traduce in una provenienza e una diffusione molto ampie, in base alla specie.

In natura il parrocchetto vive in diversi ambienti:

  • nei boschi;
  • nelle zone di montagna;
  • vicino a giardini e campi coltivati.

Alcune specie sono stanziate in Africa, in Asia, in Europa. Altre in Sudamerica e alcune persino in Italia.

Amano vivere e volare in grandi stormi.

Riproduzione del pappagallino parrocchetto

Nido del Parrocchetto
Il Parrocchetto, come quasi tutti i pappagalli, costruisce il proprio nido all’interno di cavità naturali.

La capacità riproduttiva dei parrocchetti inizia dai tre anni.

Il periodo della riproduzione parte in primavera ed è caratterizzato dalle meravigliose danze del parrocchetto maschio – tra le più belle in natura – e dai messaggi che invia alla femmina.

Il linguaggio del corpo utilizzato è complesso e affascinante.

La cova dura circa 21-24 giorni ed è solo il parrocchetto femmina a prendersi cura delle uova.

In questa fase può essere a volte anche molto territoriale ed aggressiva nei confronti del maschio.

Se vuoi far covare i tuoi pappagallini, ti consiglio dunque di fornire loro una gabbia ampia così che possano prendersi i propri spazi, senza andare sotto stress.

A differenza della cova, la crescita e l’alimentazione dei piccoli è invece compito di entrambi i genitori; dura all’incirca 40 giorni, poi i piccoli sono pronti a lasciare il nido.

Nido in Legno per Parrocchetti
Nido in legno per Parrocchetti di taglia media e grande in vendita su Hobby Uccelli Shop

Se hai deciso di cimentarti nell’allevamento dei parrocchetti allora devi producrati un nido in legno da inserire all’interno della gabbia dove la coppia di parrocchetti potrà allevare la propria prole.

Il nido deve essere di dimensione adeguate per contenere entrambi i genitori prima e i figli dopo.

La forma del nido deve essere quella di una cassetta a sviluppo verticale con foro di ingresso circolare.

Ti consigliamo di utilizzare nidi con apertura di ispezione posta sul tetto in modo da poter controllare all’occorrenza l’interno del nido.

Alimentazione del parrocchetto

L’alimentazione del parrocchetto è molto varia; è ghiotto di:

  • semi vari (di cui però non può abusare, soprattutto quelli di girasole);
  • frutta (come ciliegie, noci, pere, albicocche, ananas, mango, arance, kiwi, banane, melone, fragole);
  • verdura fresca (carote, piselli, lattuga, peperoni, zucca, finocchi, broccoli).

In generale è un volatile molto curioso anche col cibo, quindi tende davvero a voler mangiare di tutto, ma ci sono alimenti per lui tossici e pericolosi, sia in natura sia in cattività.

Ti consiglio di stare attento a cibi come:

  • carne o derivati;
  • cibi per cani o gatti;
  • dolci di qualsiasi tipo o genere;
  • cibi salati;
  • thè, caffè e cioccolata;
  • avocado;
  • cipolle e aglio;
  • semi di mela.

Come per la cocorita o il pappagallo cenerino, anche per questo pappagallino la giusta alimentazione è uno dei modi principali per garantirgli una vita quanto più possibile longeva e sana.

Gabbia e vita in cattività del parrocchetto

Come abbiamo già visto, il nostro amico è un pappagallo molto vivace, esuberante, curioso.

Ha bisogno, quindi, di spazi adeguati a stimolare la sua intelligenza.

È necessario predisporre il giusto ambiente sia in gabbia sia all’esterno, qualora tu decida di lasciarlo volare libero.

Utili e rapidi consigli per allestire al meglio la gabbia del tuo pappagallino:

  • dimensioni più ampie possibili (anche in base all’esemplare), per volare e sgranchire le ali;
  • scelta di materiali atossici, non verniciati (perché le beccate potrebbero togliere la vernice);
  • facile apertura, per agevolare le manovre di pulizia;
  • trespoli e posatoi di varie dimensioni;
  • vaschetta per il bagno, ciotole e abbeveratoio;
  • fondo della gabbia ricoperto magari di fogli di giornale, da pulire quotidianamente;
  • giochi (anche più complessi, ti stupiranno per la loro intelligenza!), accessori, rametti di legno.

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Posiziona la gabbia in una zona della casa piuttosto frequentata – anche se non eccessivamente rumorosa – così che il tuo pappagallino non senta mai la solitudine.

Come già detto per altre specie di uccelli domestici, meglio evitare la cucina, perché alcune esalazioni di detergenti e pentole possono essere tossiche per i volatili.

Se il tuo uccellino è docile e ben addomesticato (cioè che si riesca a recuperare una volta liberato), puoi prendere in considerazione l’idea di lasciarlo volare in casa, tenendo conto delle accortezze già citate.

Ricorda, inoltre, di chiudere porte e finestre, tappare eventuali buchi, eliminare qualsiasi altro pericolo (come secchi d’acqua, caminetto spento, fili elettrici nascosti, candele accese, piccoli oggetti ingeribili).

Ricorda ovviamente di fare attenzione nel caso ci siano in casa animali predatori, come cani o gatti.

Ultime curiosità sui parrocchetti

Parrocchetto Monaco addomesticato
Parrocchetto Monaco addomesticato che mangia dalle mani del suo amico umano.

Come già detto, questo uccellino produce vocalizzazioni di varia entità e natura e può imparare anche alcune parole.

Non sono, però, tra i migliori pappagalli parlanti e questa capacità non è uguale in tutte le specie.

Il parrocchetto dal collare, il parrocchetto ali cremisi e il parrocchetto testa di prugna sono quelli maggiormente in grado di imparare più parole.

In generale, però, puoi provare ad insegnare loro quanti più suoni possibili attraverso un buon addestramento, con sessioni di massimo 5 minuti, tra le 3 e le 5 volte al giorno.

I risultati migliori si ottengono tenendo il pappagallino di fronte alla bocca, così da catturare totalmente la sua attenzione e farlo concentrare sui suoni da riprodurre.

Incoraggia ogni progresso con piccoli premi (soprattutto cibo) o, al contrario, evita ricompense se sta in silenzio.

Sarà, questa, un’attività utile a lui, per sviluppare la sua intelligenza, ma anche ad entrambi, così da creare piacevoli routine relazionali.

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